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All’inizio
degli anni Ottanta, precisamente nel 1981 e nel 1982, si sono svolte nelle
acque delle Isole Tremiti alcune campagne di scavo sul relitto romano
delle Tre Senghe, volute dalla Soprintendenza archeologica della Puglia,
dopo un sopralluogo effettuato nel settembre del 1980.
Il relitto delle
Tre Senghe può essere collocato nel contesto dei commerci che si
svolgevano nel Mediterraneo tra il II e il I secolo a.C.
Il luogo dell’affondamento prende nome da una roccia spaccata da tre
fessure all’estremità sud-occidentale di San Domino, presso Punta di
Ponente.
Il relitto è situato su un pianoro sabbioso ad una profondità
di circa 25 metri, a meno di 100 metri dalla riva.
L’affondamento
è stato probabilmente causato dal maltempo e dovuto ad un urto contro la
scogliera rocciosa, visto che questo braccio di mare è aperto ai venti e
assai pericoloso per la navigazione.
La campagna di scavi ha permesso di
portare alla luce numerose anfore.
Molte di queste recavano impresso sull’orlo il bollo rettangolare con la
sigla M.FVS,
timbro anforario documentato per la prima volta sulle anfore
di questo relitto, oltre a numerosi tappi fittili di chiusura.
Fare
un’immersione in questo sito, purtroppo non sempre possibile a causa
delle condizioni del mare e delle correnti, dà sempre una grande
emozione.
Ma non è l’unico luogo dove trovare segni del passato, ancore o
fasciame di altre navi possono essere osservate anche a Caprara, oltre che
a San Domino e al Cretaccio.
Insomma, ogni immersione può regalare, in
qualsiasi momento, suggestive scoperte.
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