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Immersioni

IMMERSIONI RACCONTATE
 

06/04/2005 Isola di Caprara Secca della Vedova Max -35 Media difficoltà

 

  L'Immersione : La secca della vedova

  testo e foto di Adelmo Sorci
 

Che le immersioni siano tutte belle ed interessanti è fuori discussione. Che alle Tremiti le immersioni siano veramente tante e speciali è altrettanto vero (almeno 50 siti d'immersione), ma questa, sinceramente è veramente molto speciale. Un susseguirsi di emozioni, un susseguirsi di incontri sin da quando ci si immerge.

Di sicuro un luogo un po' magico per le Tremiti, quasi un punto d'incontro per tutte le forme di vita che popolano i fondali dell'Arcipelago che in determinate ore o periodi sembrano proprio darsi appuntamento lì, con il solo scopo di regalare l'emozione, a noi, di essere subacquei.
E' impossibile non riemergere con l'entusiasmo dentro, a volte riemersi non si vede l'ora di togliersi l'erogatore di bocca per commentare con il compagno, con la guida tutto ciò che si è visto, come se il tempo per risalire sull'imbarcazione potesse far fuggire dalla mente qualche emozione.

Di tutto, banchi di salpe, castagnole, occhiate, palamiti a non finire e ancora saraghi, dentici, anche di notevole taglia e negli anfratti gronghi, murene, polpi, scorfani, aragoste, astici, musdee, cernie.

Per non parlare delle coloratissime pareti ed anfratti tappezzati da spugne, parazoanthus, dove piccole forme di vita come nudibranchi, galathee, gamberetti di ogni specie completano "la festa " per magari, i subacquei più attenti.

Il sito di immersione è speciale anche dal punto di vista morfologico: la secca non solo è facile da individuare, il cappello infatti si trova a -5 metri ed è poco distante dalla costa di Caprara lato Nord-Ovest, ma, particolare non da trascurare, è anche cava, regalando così il fascino della penetrazione in grotta.
 
Secca, parete, franata, grotta...,
è come un riassunto delle varie tipologie di fondale che possiamo trovare sotto l'Arcipelago.
 
Una secca che sale, sul lato di Caprara da un fondale di 22 metri, mentre sul versante opposto la parete verticale precipita fino a quota -42 metri. Un grande promontorio sommerso che poggia su un fondale di sabbia e ghiaia immerso in un mare dove l'acqua decisamente limpida ne fa apprezzare ancor di più le caratteristiche e la bellezza.

Il racconto...
Il percorso ideale ci vede iniziare la discesa prima sul versante lato Caprara.
Qui, fra una miriade di castagnole e donzelle, costeggiando le pareti ricoperte di alghe di ogni tipo, rapidamente si scende a -14 metri con direzione sud. Poco più di un minuto ed è già incontro. Una bella cernia bruna ben appostata davanti a degli anfratti sicuri è li che controlla che ci aspetta. Sicura dell'ambiente che la circonda ci permette di avvicinarci, uno sguardo, e poi via, svanisce nella sua tana.
Da questo punto, girato l'angolo, le pareti della secca diventano colore, spaccature, anfratti, si arriva a -18, -20, ed all'improvviso si è circondati da un banco di centinaia di salpe che dall'alto, incuranti della presenza dei sub, danno bella vista delle loro forme e colori. Non c'è tempo di stupirsi, mentre le salpe continuano la loro danza, fra le spaccature, giochi di luce, spugne, colore, è facile scorgere gronghi che si affacciano incuriositi o scorfani convinti della loro invisibilità. 

Siamo arrivati a -25 metri, a questo punto, approfittando di un falso pianoro di circa 20 metri di lunghezza, si scavalca la secca e sul pianoro ricoperto di alghe e spugne è facile scovare nudibranchi coloratissimi. Un rapido sguardo a 360 gradi per controllare la posizione e ci si accorge che tra saraghi, occhiate, castagnole si muovono con sicurezza e autorità sagome grigie luccicanti, sono dentici, uno, due, tre....cinque, sei ed alcuni veramente grandi. Il tempo di indicarli e ci troviamo sulla cigliata della parete che precipita a -35, -40. 

Sono passati solo 13 minuti, ma mai così intensi, un controllo e giù lungo la parete tornando verso nord a scovare qualche aragosta, gronghi, musdee. Pochi minuti, solo pochi minuti a -33, ma .... 
A questo punto si risale a -25 girando intorno alla secca. Qui le pareti e il falso pianoro sono il regno incontrastato degli scorfani di grossa taglia.
E' qui che tra alghe e spugne l'occhio si deve sforzare di percepire il benché minimo movimento perché ci sono... e loro... ci guardano.
Tana!!! Lì immobile non più proprio sicuro della sua invisibilità uno "scorfanone": lui guarda noi e noi lui, non sembra impaurito ma le sue pinne dorsali all'improvviso si rizzano e così per non disturbarlo più di tanto ci allontaniamo. 

Sopra la nostra testa, guardando verso la superficie, saraghi ed un banco di palamiti che velocemente attraversano la zona. Non c'è più modo di stupirsi, tutto sembra così normale, siamo circondati da ogni tipo di forma di vita che ci osserva, ma mai impensierita. Quasi che il canyon che si presenta a noi e che ci condurrà all'interno delle secca sia per noi un fortuito nascondiglio. Poco più di 2 metri di larghezza per 15 metri di lunghezza, che ci obbliga a procedere in fila indiana.

A desta e a sinistra di tutto: spugne, nei piccoli anfratti granchi, gamberetti meccanici. Il passaggio si fa sempre più stretto ma comodo e all'improvviso si chiude sopra di noi. Entriamo. Dopo quella strozzatura una grande sala, ampia con tantissime aperture sull'esterno siamo a -23 metri. Non è buia, pochi istanti e l'occhio si abitua (la torcia comunque serve!). Sul fondo sedimento e ghiaia (attenzione all'assetto). Il tempo di ... e due lunghe antenne si scovano nella penombra, sforziamo un po' la vista e sotto due belle chele. E' lui, un mega astice, si accendono le torce ed è spettacolo. Il tempo di farsi ammirare ed indietreggiando scompare nel buio.

Ci si guarda l'un l'altro, si controllano gli strumenti, tutto ok, tutto secondo pianificazione e una musdea forse invidiosa delle attenzioni prestate al "carro armato" ci taglia la strada. Niente, ormai l'abitudine alla meraviglia non ci meraviglia più. Si guadagna l'uscita da un ampio varco, da una stupenda finestra nel blu. Siamo di nuovo sul lato Caprara e procedendo in senso inverso all'andata costeggiamo la parete. Tempo di scambiarsi l'Ok e via dentro un spettacolare passaggio. Sulle pareti solo parazoanthus "la sala gialla" e una miriade di boga, che danno la sensazione dei pesci vetro tropicali, cominciano a muoversi velocemente a destra e a sinistra creando con il fascio di luce delle nostre torce giochi spettacolari. 

Davanti a noi a -18 un'ampia uscita. Siamo fuori, la luce di circonda, siamo arrivati a 30' di immersione e a 4 minuti dal fuori curva.
E' il caso di risalire di quota. A questo punto si guadagna quota -12 metri e attraversando un varco creato dal cappello della secca e da una grande protuberanza di roccia che sale verso la superficie, "sorvoliamo" tutta la secca. Sappiamo di essere arrivati quasi alla fine dell'immersione e dentro di noi sappiamo che non si poteva chiedere di più. Ma ... non è finita.

Pochi metri e siamo avvolti da tantissime colonne di bollicine che a fatica hanno trovato la via di fuga dalla sala e se ne vanno verso la superficie (la nostra aria). L'effetto è bellissimo. Ci si guarda, si controlla la situazione, profondità, tempo, aria e all'improvviso si è circondati da salpe, occhiate, saraghi, castagnole. 
Tutti incuranti della nostra presenza ci sfiorano, li possiamo guardare con molta attenzione, sono centinaia. Il banco di salpe è strepitoso, è quasi fermo, e si muovono nel più completo disordine, come in attesa di decidere dove andare. 

Ed infatti... una sembra prendere la decisione e come per uno strano automatismo o comando insieme, via, giù verso il fondo, sfilando davanti a noi senza minimamente prenderci in considerazione.
Come se avessero ben altro da fare. Non rimane che allargare le braccia per trasmettere agli altri lo stupore. 
35 minuti, fine immersione, dobbiamo risalire. Ci si dirige verso il cappello della secca, alla cima dell'ancora. Sosta di sicurezza. 3 minuti e poi su.

 


Immersione: Secca della vedova

grado di difficoltà medio
brevetto richiesto Advanced Open Water Diver
Note: 
se gestita fino alla prof. di 18 metri è adatta anche a sub di livello Open Water Diver


Con Miscela respiratoria: Aria

Max Profondità consigliata -35 metri
Max Profondità effettiva imm. -33 metri
Tempo di immersione 35 min.
Tempo di immersione alla max prof. 4 min.
Tempo totale compr. sosta sicurezza 40/42 min.


Con Miscela respiratoria: Nitrox (ean32) 

Max Profondità consigliata -35 metri 
Max Profondità effettiva imm. -33 metri
Tempo di immersione 50 min.
Tempo di immersione alla max prof. 12 min.
Tempo totale compr. sosta sicurezza 55/57 min.


Ancoraggio: sicuro
Corrente: no
Visibilità: buona/ottima


Paesaggio: > > > >
Interesse faunistico: > > > >
Interesse generale: > > > >


fotografia: si
video: si



 

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