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Il Laboratorio per la Ricerca Scientifica sarà permanente e stabile all’interno della struttura MarlinTremiti consentendo studi di ricerca per 365 giorni l’anno.
Per la realizzazione del 1° Progetto di ricerca è stato costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare, composto dal Prof. R. Landolfi, Direttore del Servizio Malattie Emorragiche e Trombotiche della Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”, UCSC-Roma, coadiuvato dalla Dr. Maria Celeste Cipriani e dalla Dr. Linda Novarese, dell’ Istituto di Medicina Interna e Geriatria del Policlinico A. Gemelli - Università Cattolica di Roma ed esperti del MarlinTremiti.
Parte integrante e fondamentale per il raggiungimento degli obbiettivi della ricerca saranno tutti quei subacquei “Ricreativi” che parteciperanno e/o usufruiranno dei servizi del MarlinTremiti. Questi potranno partecipare alle ricerche “non invasive” ed ai progetti senza nessun obbligo. |
| OBBIETTIVI PRIMARI GENERALI DEL 1° STUDIO PER IL 2007 |
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Lo studio ha come obiettivo generale quello di ottenere dati relativi allo
“Stress ossidativo e attivazione piastrinica da esposizione
di ossigeno ad alta pressione in immersioni
ricreative”.
Il protocollo dello studio è stato redatto in conformità alle Norme di Buona Pratica Clinica della Unione Europea e alla revisione corrente delle Dichiarazione di Helsinki ed è stato approvato dal Comitato Etico del Policlinico “A. Gemelli”, UCSC Roma.
Il disegno sperimentale di questa 1° ricerca prevede il sottoporre ai partecipanti un questionario sulle abitudini alimentari e il dosaggio dell’ 11-dh-TXB2 e dell’8-iso- PGF2α nelle urine. Lo studio durerà 12 mesi e parteciperanno a questa ricerca divers non professionisti. |
| COSA COMPORTERA’ LA PARTECIPAZIONE ALLO STUDIO |
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I Divers saranno sottoposti ad una visita generale e dovranno compilare un questionario alimentare.
Ai Divers sarà richiesta la raccolta delle urine prima e dopo l’immersione utilizzando un contenitore che sarà fornito dal laboratorio. |
| DIVING, STRESS OSSIDATIVO E ATTIVAZIONE PIASTRINICA |
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L’esposizione ad elevate pressioni parziali di ossigeno, quale si realizza attraverso l’impiego degli autorespiratori ad aria nelle immersioni subacquee può, in teoria, stimolare in chi vi si espone, un cosiddetto “stress ossidativo”.
Nell’autorespiratore viene erogata dalla bombola aria a pressione pari a quella ambientale. Perciò l’ossigeno erogato durante le immersioni è ad elevata pressione e si scioglie nel sangue in forma libera, non legata all’emoglobina.
L’ossigeno, per rottura del legame della molecola O2, può portare alla formazione di molecole instabili da un punto di vista biochimico: i radicali liberi dell’ossigeno, che potrebbero essere dannosi per l’organismo.
Le nostre cellule possiedono un sistema di difesa nei loro confronti localizzato in un complesso enzimatico che catalizza il trasferimento di elettroni all’ossigeno molecolare con successiva formazione di acqua e riduzione dei radicali liberi dell’ossigeno.
Queste, infatti, sono molecole altamente reattive nei confronti delle proteine, del DNA, ma soprattutto dei lipidi e quindi delle cellule e tessuti che ne sono ricchi.
In senso generale, le recenti acquisizioni scientifiche vedano coinvolti i radicali liberi dell’ossigeno nell’invecchiamento fisiologico.
Per tamponare gli effetti dannosi dei radicali dell’ossigeno che si formano intervengono gli scavengers o divoratori di rifiuti (perossidasi, catalasi, superossido-dismutasi), che, come accettori di elettroni, subiscono un processo ossido-riduttivo.
Alle fisiologiche condizioni di pressioni di ossigeno, i radicali dell’ossigeno vengono rimossi prima di creare danni cellulari.
Tuttavia, una riduzione degli scavengers o un aumento incontrollato dei radicali dell’ossigeno (legato, ad esempio, ad esposizione prolungata ad elevate pressioni parziali di ossigeno, come nelle immersioni prolungate e ravvicinate) esaurisce la potenzialità difensiva dell’organismo nei confronti dei radicali stessi.
Oltre gli scavengers che l’organismo possiede, ci sono fattori che hanno effetto protettivo contro la tossicità da radicali dell’ossigeno (i cosiddetti antiossidanti, quali le vitamine A, E, C, il selenio e il magnesio) ed altri che ne aumentano la tossicità (l’ipercapnia, il freddo, le immersioni ripetute e prolungate, l’ansia, la fatica e condizioni patologiche quali l’ipertiroidismo, l’ipercorticismo, la febbre, ecc). APPROFONDIMENTO
SULLO STRESS OSSIDATIVO >>> |
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Obbiettivi Primari Generali |
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Partendo da queste premesse, sotto la spinta del forte interesse scientifico attuale per una migliore comprensione dei danni e di come i radicali liberi dell’ossigeno siano implicati nelle patologie e nel fisiologico invecchiamento dell’organismo, il nostro interesse è quello di valutare su volontari subacquei con metodiche non invasive (esame delle urine pre e post-immersione) lo stress ossidativo e l’attivazione piastrinica (verosimilmente quale indice di stress ossidativo).
A chi deciderà di partecipare allo studio, utile per le conoscenze scientifiche nel mondo della subacquea, ma anche, in senso più generale, nella comprensione del ruolo dei radicali liberi dell’ossigeno nella patologia e nell’invecchiamento, verrà chiesto di compilare un questionario.
In maniera riservata saranno raccolte informazioni sui fattori che possono essere implicati in una differente risposta interindividuale all’azione ossidante dei radicali dell’ossigeno, quali età, sesso, altezza e peso, abitudini dietetiche, fumo di sigaretta e frequenza con cui viene praticata attività subacquea.
Quest’ultimo dato può rivestire grande importanza: non è stato scientificamente chiarito, infatti, se l’esposizione prolungata e ripetuta all’iperossia e quindi ai radicali liberi dell’ossigeno, quale si realizza nei professionisti del campo del diving o in chi pratica frequentemente immersioni, possa portare ad una risposta maggiormente efficiente dell’organismo allo stress ossidativo.
Ci aspettiamo di comprendere questo aspetto dal confronto fra i dati ottenuti dai vari subacquei, professionisti e non.
Pensiamo che questo lavoro potrà fornire al mondo del diving e al mondo scientifico in generale le prime risposte ad un anno dal suo inizio. |
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Informazioni da raccogliere attraverso questionario |
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Età, sesso, altezza, peso, fumo di sigaretta
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Possibilmente circonferenza alla vita e ai fianchi
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Questionario sulle abitudini alimentari e di vita
A parte, inoltre, le seguenti informazioni:
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Pressione arteriosa sistolica diastolica
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Colesterolo totale, HDL colesterolo
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Eventuale storia personale/familiare di diabete
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Obbiettivi Secondari Generali |
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Il Progetto, il Laboratorio ed il presidio medico all’interno della struttura Diving costituisce una grande opportunità didattica per tutti coloro che praticano attività sportiva subacquea.
Infatti i Medici ed i responsabili del MarlinTremiti saranno a disposizione gratuitamente per eventuali approfondimenti, incontri sulle varie tematiche che riguardano la fisiologia del corpo umano in immersione e sotto pressione.
Il processo educativo porterà sicuramente ad acquisire una maggior coscienza di come applicare nel miglior modo le tecniche d’immersione. |
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Il Programma del Progetto (Marzo – Settembre 2007) |
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Marzo-Settembre 2007 |
1° fase di Acquisizione dati e campioni. |
| Il
Convegno 29-30 Settembre 2007 |
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29-30 Settembre 2007
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>
Subacquea e Alimentazione
(Convegni) |
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Sabato 29 Settembre |
>
Subacquea e Alimentazione 1° parte
> Presentazione dei primi risultati del Progetto |
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Domenica 30 Settembre |
> Subacquea e Alimentazione 2° parte |
| Saranno
invitati |
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Prof.
Raffaele Landolfi |
Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”, Università Cattolica di Roma |
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Dr. Maria Celeste Cipriani |
Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”, Università Cattolica di Roma |
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Dr. Linda Novarese |
Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”, Università Cattolica di Roma |
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Esponenti di altre Università |
Esperti e Studiosi del campo Nutrizionale |
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Giuseppe Calabrese |
Sindaco del Comune delle Isole Tremiti |
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Dr. Filomena Tanzarella |
Direttore del Parco Nazionale del Gargano |
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Comandante |
Stazione Carabinieri delle Isole Tremiti |