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L'Arcipelago delle Isole Tremiti

LE ISOLE VISTE DAL MARE
 

 Cinque Isole

 

Le più grandi, S.Domino, S.Nicola, Caprara, un isolotto più piccolo Cretaccio e Pianosa, lontana oltre 10 miglia. Questo l'Arcipelago delle Isole Tremiti.
 
Unico arcipelago italiano nel Mare Adriatico, inaspettato per la limpidezza delle acque, al punto di sembrare come sospeso nell'azzurro, non distinguendo quale  quello del cielo e quale quello del mare.

Ed è proprio dal mare che si può apprezzare tutta la spettacolarità della forza della natura.
 
Costa alta a falesia, con strapiombi che in alcuni casi superano anche i sessanta metri di altezza; 
costa rocciosa bassa degradante verso il mare, spesso con una linea di costa finemente frastagliata ed articolata in ampie insenature e costa sabbiosa bassa, di cui l'unica presenza è rinvenibile a S. Domino, nella Cala delle Arene.
 

 

 Da un'isola all'altra, in un virtuale Periplo delle Tre Isole più grandi

 

Isola di San Domino: Cala delle Arene è l'unica vera spiaggetta sabbiosa presente sull'isola, con fondali prospicienti anch'essi di natura sabbiosa.
 
Durante l'estate, essa è quasi sempre presa d'assalto dai turisti.
 
Lateralmente alla spiaggetta si apre Grotta dell'Arenile, una piccola grotta lunga circa 10 m e larga un paio di metri, con acque quasi sempre calme essendo la grotta alquanto riparata.
 
Poco distanti Cala dello Spido e la successiva Cala Matano sono invece due splendide insenature naturali che scendono a strapiombo sul mare lasciando una piccola caletta sul fondo, facilmente raggiungibile dall'alto grazie ad un sentiero.
 
Proseguendo incontriamo lo Scoglio dell'Elefante un promontorio di roccia sul mare, dalla forma morfologica curiosamente simile a quella di un elefante che inevitabilmente gli ha conferito il nome.

 
 Subito dopo si apre la Grotta delle Pecore completamente emersa, una volta adibita al ricovero di ovini.
Proseguendo lungo il versante sud-orientale di S. Domino si incontra la Grotta del Sale costituita da una nicchia, vagamente emisferica e a pianta semicircolare, di circa venti metri quadrati. 

 

Più famosa e visitata è la Grotta delle Viole detta anche, anticamente, Grotta Minichello. Questa grotta è costituita da un corridoio, vagamente angolato, che si congiunge con un ampio pozzo carsico la cui volta è interamente crollata lasciando allo scoperto il tratto terminale della grotta e favorendo in tal modo, la presenza di splendidi riflessi bluastri nella parte semioscura del corridoio.
Il pozzo, con le pareti a picco di altezza superiore ai 10 metri e rivestite, a tratti, di vegetazione spontanea.
 
La grotta ha una lunghezza di circa una trentina di metri per circa sei metri di larghezza. 
 
Tra la Grotta delle Viole e Punta del Diavolo, la costa si presenta alta a falesia, ricca di fessurazioni e di incisioni, tra cui la Grotta delle "Tre Senghe" con continue franate di massi che si affondano nelle limpide e profonde acque presenti in questa zona.
 
Su tale punta è presente il Faro di S. Domino.

 
La Grotta del Bue Marino è senza dubbio la grotta più famosa delle Isole Tremiti.
Essa prende il nome dalla foca monaca (Monachus albiventer) che secondo la tradizione, era solita trascorrere una parte della propria vita in questa grotta, riproducendosi su una piccolissima spiaggia interna.
La grotta è la più grande dell'isola, misurando una lunghezza di circa 70 m e una larghezza di circa 10 m che va restringendosi verso la parte terminale, piegata ad angolo retto. Anche in questo caso la luminosità è estremamente ridotta, soprattutto nella parte terminale, per cui i riflessi azzurri del cielo determinano una colorazione delle acque e dell'ambiente di grande effetto visivo.
Superato questo tratto di costa, si arriva a Punta Secca, laddove la morfologia costiera si modifica passando dall'alta falesia alla roccia lentamente degradante nel mare.

 
Lungo la fascia costiera di Nord-Ovest di S. Domino si apre la Grotta delle Rondinelle, ampia caverna con duplice apertura. Questa grotta è larga circa una ventina di metri per circa dieci e si sviluppa lungo l'asse Est-Ovest. 
La Cala degli Inglesi è un'ampia insenatura con le rocce degradanti nel mare e con un fondo sabbioso-detritico almeno nei primi dieci metri d'acqua. L'ampia fascia rocciosa è attualmente adibita alla balneazione soprattutto da parte degli ospiti del prospiciente villaggio turistico. Essa è preceduta dalla Cala dei Benedettini anch'essa rocciosa.
La Cala di Tramontana, riparata dalla Punta del Vùccolo, presenta al fondo una piccola insenatura cosparsa di massi e ciottoli e costituisce una zona frequentata dal turismo balneare.
La Grotta di Cala Tonda, situata al fondo dell'omonima cala, si apre verso occidente ed è lunga circa una trentina di metri per circa 3 m di larghezza. Il fondo è posizionato a non oltre due metri di profondità ed anche la volta si presenta molto bassa, per cui la quasi totalità della grotta è in condizioni di oscurità. 
Le Grotte del Coccodrillo, sono particolarmente esposte verso settentrione e risultano intercomunicanti tra di loro; tali grotte risultano poco profonde e maggiormente aperte all'esterno con ampie imboccature. La luminosità di queste grotte è elevata sino al fondo delle stesse. 
 

Da Punta del Coccodrillo e sino a Punta Diamante la costa si presenta alta e frastagliata alternata a tratti rocciosi bassi, degradanti lentamente nel mare.
 
A partire da Punta Diamante e sino a Cala degli Schiavoni (l'attuale zona di attracco di S. Domino), la costa torna ad essere alta a falesia e soggetta a continui fenomeni di crollo.
 
Alcuni giganteschi massi sono rimasti isolati dalla linea di costa e costituiscono meravigliosi faraglioni denominati per la forma, i Pagliai.
 
Uno di questi è anche forato, formando un arco navigabile per circa una ventina di metri. 
 
Al di là della spiaggia dei Pagliai si arriva allo Scalo Marittimo di S. Domino.

Isola di San Nicola: L'isola di S. Nicola presenta una costa molto alta, a picco sul mare, con tratti di falesia anche di sessanta metri di altezza. La mancanza di grotte va spiegata soprattutto con la scarsa durezza della roccia marnosa che, sottoposta al moto ondoso, frana continuamente verso il mare. Fortunatamente imponenti lavori di consolidamento della sua costa hanno evitato danni irreparabili alle strutture monumentali presenti sull'isola. 

Oltre allo spettacolo delle Mura, della fortezza, realizzata a strapiombo sul mare, punti importanti da un punto di vista paesaggistico, partendo dallo Scalo Marittimo e spostandosi in direzione NE, sono costituiti dalla zona detta dell' Acquedotto, e dello Scoglio Segato, dove i fenomeni erosivi legati alle mareggiate di scirocco, sono particolarmente intensi.
A Punta del Cimitero la scogliera a strapiombo presenta una piccola zona di approdo con spiaggetta.

Il versante Nord-Ovest di S. Nicola, dalla Spiaggia Marinella fino allo Scalo Marittimo si presenta a strapiombo sul mare; lungo la stretta fascia costiera sono presenti massi sparsi, franati dall'alto. 
Lungo questo tratto di mare sono presenti scogliere di protezione e nello stretto corridoio fra il Cretaccio e S. Nicola sono presenti i corpi morti per ancoraggio delle barche, molto utili soprattutto durante i periodi di tempo cattivo.

Isola di Caprara: L'isola che secondo alcuni prenderebbe il suo nome dalla presenza di numerose piante selvatiche di cappero (da cui l'antica denominazione di Capperaia) e da altri dalla presenza delle capre (così come per altre isole omonime presenti nel Mediterraneo), è attualmente disabitata e poco frequentata dai turisti essendo zona di riserva.
 

Il versante meridionale esposto a scirocco si presenta con una costa piuttosto bassa nella quale si aprono numerose piccole calette rocciose con fondi sabbiosi e poco profondi.
 
Spostandosi verso Nord-Est, superato l'attracco per piccole imbarcazioni a servizio del faro, si giunge a Punta Secca, all'estremità orientale di Caprara, al disotto del quale è presente uno dei più spettacolari fondali delle Tremiti.
 
Da  Punta  Secca  sino  a  Cala  dei  Turchi,
l'isola  di  Caprara presenta una zona costiera
esposta e battuta dai forti venti di maestrale e tramontana, con una falesia scoscesa che precipita rapidamente anche in acqua. In questo tratto di costa troviamo: il famoso Architiello di Caprara, un ponte naturale di circa 6 m di lunghezza; in prossimità si apre l'ampia Cala del Grottone detta anche della Madonna poichè in essa fu rinvenuta la statua ora venerata durante la festa patronale di Tremiti. Proseguendo, Punta Romito e il Grosso, caratterizzato da una ripida parete a strapiombo sul mare.

 
Cala dei Turchi è una vasta e profonda insenatura, rivolta verso Nord-Ovest, ben protetta dai venti e pertanto caratterizzata quasi sempre da mare calmo.
Punta della Stracciona rappresenta la punta meridionale dell'isola di Caprara ed è così chiamata poichè a causa delle correnti e della presenza di scogli sommersi, le reti da posta immerse in questa zona facilmente si impigliano sul fondo e si rompono. Lungo il versante meridionale è da segnalare la presenza degli Scoglietti lateralmente ai quali è stata immersa la statua di San Pio.



 

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